DIALOGO SOCIALE EUROPEO E SCECBU UN’APERTURA SIGNIFICATIVA AL CONVEGNO DELLA BANCA D’ITALIA “Relazioni industriali e dinamiche del lavoro”

Nell’ambito del convegno Relazioni industriali e dinamiche del lavoro, tenutosi lo scorso 8 aprile, lo SCECBU, a cui aderiscono Falbi, Sibc e Cida, è stato invitato per la prima volta a partecipare a un evento organizzato dalla Banca d’Italia, contribuendo direttamente al dibattito sul ruolo del sindacato nelle banche centrali.

 

La presenza del Presidente dello SCECBU, Thierry Desanois, ha conferito ulteriore rilievo istituzionale a questo momento di confronto.

 

Nel corso dell’evento è stato evidenziato il ruolo dello SCECBU nei tavoli di dialogo sociale del Sistema europeo delle banche centrali. In tali sedi, aventi carattere consultivo, lo SCECBU porta osservazioni, preoccupazioni e proposte sulle decisioni della BCE che hanno impatto sui lavoratori delle banche centrali nazionali; un confronto reso ancora più significativo anche dalla partecipazione della Presidente della BCE alla sessione di apertura e al dialogo con i sindacati.

 

Il confronto europeo è importante perché consente non solo di rappresentare il punto di vista dei lavoratori, ma anche di preparare a livello nazionale le iniziative necessarie rispetto a processi che nascono in sede BCE e producono effetti diretti sulle nostre banche centrali. Ne sono esempio concreto l’istituzione dell’SSM, che ha trasferito al livello europeo una parte importante delle funzioni di vigilanza e ha provocato nel tempo la riduzione delle attività svolte dalla Banca, specie nella rete territoriale; le decisioni connesse con la produzione e stampa di banconote, che hanno un impatto evidente sull’organizzazione del lavoro, sui volumi produttivi, sulle professionalità coinvolte e sul modello territoriale attuato dalla Banca; e il progetto dell’euro digitale, che può rappresentare un’opportunità di innovazione ma richiede di valutarne con attenzione gli effetti su attività operative, competenze e assetti organizzativi.

 

Su questo terreno si colloca quindi anche il ruolo della Banca d’Italia, che attraverso la partecipazione all’HRC (Human Resources Committee) e al Governing Council della BCE può, fra l’altro, contribuire a promuovere il dialogo sociale anche nelle banche centrali dove esso è assente, come in Bulgaria ed Estonia, o più fragile, come nella stessa BCE, che non riconosce un ruolo negoziale al sindacato interno. La Banca d’Italia può svolgere un ruolo importante anche perché dispone di un’esperienza di relazioni sindacali articolate, talvolta complesse e non prive di conflittualità, ma che hanno comunque consentito di costruire nel tempo condizioni di lavoro e tutele tra le più solide nel contesto delle banche centrali europee.

 

In questo quadro si colloca il lavoro dello SCECBU portato avanti anche da Raoul Barone, Vice Presidente ed espressione della FALBI, coordinatore del Digital Euro Working Group e del Social Benefits Working Group. Queste attività rafforzano la capacità di leggere per tempo i cambiamenti che interessano anche la nostra realtà lavorativa, grazie all’attività di raccolta, confronto e analisi delle informazioni delle diverse banche centrali, con riferimento a staff, network territoriale, welfare, ferie e orario di lavoro, smart working, salari, salute, pensioni e altri aspetti rilevanti per il personale.

 

Ringraziamo infine la Banca d’Italia per l’invito, molto apprezzato, e per aver finalmente coinvolto il Sindacato europeo, riconoscendone il ruolo e ascoltandone la voce. Auspichiamo che questo primo momento di confronto possa rappresentare l’avvio di relazioni sempre più strutturate e costruttive tra la Banca d’Italia e il Sindacato europeo delle banche centrali, e noi, come sempre, faremo la nostra parte nell’interesse delle Colleghe e dei Colleghi che rappresentiamo.

 

Qui le slide della presentazione SCECBU.

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