La comunicazione dello scorso 23 ottobre ha avuto i primi effetti collaterali; le parole irresponsabili della Banca (che contraddicono quanto sin qui affermato dalla stessa) sui costi e malfunzionamenti del lavoro

a distanza, oltre ad offendere ingiustamente le Colleghe e i Colleghi, ha messo in allarme alcuni responsabili di Struttura che hanno interpretato quelle parole, soprattutto quando si allude a “rischi per la coesione delle compagini” o “problemi al mantenimento di un alto tasso di innovazione e coordinamento con i colleghi”, come una critica a loro rivolta per non aver sufficientemente controllato coloro che lavoravano da distanza. In alcuni casi si sono avviati una serie di controlli più o meno occulti che stanno creando un contesto “da grande fratello”.

Si è, inoltre, fatto carico ai responsabili di Struttura di gestire le presenze obbligatorie garantendo il massimo livello di sicurezza per tutti.

I provvedimenti che si stanno assumendo sono particolarmente rigorosi: i lavoratori in presenza dovranno occupare un posto non condiviso, dovranno evitare contatti (che dovranno avvenire solo per via elettronica) con superiori, colleghi e strutture collegate, gli spazi comuni andranno utilizzati senza condividerli con alcuno.

Misure ragionevoli che dimostrano un paradosso: le Colleghe e i Colleghi saranno chiamati a prestare la propria attività in presenza con le medesime modalità che utilizzano lavorando da casa.

Emerge, per questo atteggiamento, un’unica spiegazione: la Banca ritiene che l’unica forma di lavoro vero sia quello in presenza, mentre quello a distanza sia esclusivamente accessorio.

Un ritardo culturale grave di chi ha una visione arcaica per cui ritiene che il lavoratore vada “tenuto d’occhio” e controllato con metodi da caserma mentre il lavoro a distanza sia una sorta di scappatoia per fannulloni.

Una “filosofia”, quella della Banca, che pesantemente condizionerà lo svolgimento del negoziato sulla regolamentazione a regime del lavoro agile.

Entro la settimana in corso la Banca sarà obbligata a convocare le OO.SS. per esperire la procedura di raffreddamento, nell’occasione la FALBI presenterà un proprio pacchetto di rivendicazioni:

  • abolizione dell’obbligo al rientro settimanale, che è un’operazione di pura immagine e priva di sostanza funzionale in quanto è dimostrato che i Colleghi saranno chiamati ad eseguire in presenza mansioni del tutto telelavorabili;
  • introduzione di turnazioni per le mansioni da eseguire necessariamente in presenza (STC e divisioni GSP delle filiali), poiché il senso del dovere non può mai sconfinare in forme di malinteso “eroismo” mettendo a rischio la propria salute e quella dei familiari;
  • conferma ed estensione del rimborso chilometrico, per chi necessariamente deve operare in presenza, per incentivare l’uso del mezzo privato, stante l’acclarata pericolosità dell’utilizzo di forme di trasporto collettivo;
  • perdurando da lungo periodo l’emergenza sanitaria ed essendone previsto il prosieguo per una considerevole durata, almeno sino a quando non sarà disponibile uno specifico vaccino, si impone, per i Sindacati e la Banca, il dovere di una comune riflessione sul reddito dei Dipendenti; è di lampante evidenza che i limiti posti nel regolamento al lavoro delocalizzato e al telelavoro hanno comportato per tutti perdite reddituali rilevanti e, contestualmente, un risparmio per la Banca sul costo del lavoro. A tal proposito abbiamo chiesto, in occasione del confronto con la task force, di conoscere i dati relativi al costo del lavoro sopportato dalla Banca nei primi nove mesi del 2020 comparato con quello dei primi nove mesi del 2019. Appare non rinviabile avviare una fase negoziale a stralcio per pervenire all’immediato riconoscimento del ticket mensa e, utilizzando i risparmi ottenuti dalla Banca,prevedere una speciale indennità forfettaria da riconoscere a TUTTI a fronte dello straordinario impegno delle Colleghe e dei Colleghi profusi in questo particolare periodo;
  • l’immediata apertura del confronto negoziale per definire la normativa a regime del lavoro a distanza, al fine di offrire un quadro normativo certo a chi utilizza tale modalità di lavoro.
  • La fissazione di un calendario di incontri certo, che preveda anche il negoziato per la riforma dell’Area Operativa.

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