La procedura di raffreddamento, recentemente avviata da tutte le OO.SS., non è una storia a lieto fine e dimostra, ancora una volta, se ci fosse stato bisogno, la malafede con la quale in questo periodo vengono gestite le relazioni Sindacali.

L’incontro si è tenuto nella giornata dello scorso 29 ottobre.

Il confronto ha confermato la posizione della Banca sia sui contenuti della lettera

del 23 ottobre che ha emanato disposizioni per il rientro in servizio, sia per l’indisponibilità a confrontarsi su qualsiasi tema di natura negoziale.

L’unica disponibilità è stata quella di meglio precisare le flessibilità che avrebbero adottato nella gestione dell’obbligo di rientro.

Eppure, i temi che giacciono ormai da tempo sul tavolo richiedono una lunga elencazione: riconoscimento del ticket mensa, indennità forfettaria per la redistribuzione ai Lavoratori di quanto risparmiato dalla Banca nel periodo, indennità chilometrica per rispondere all’emergenza del trasporto pubblico per chi comunque deve recarsi in ufficio.

Per non tacere dei grandi temi: chiusura del contratto di lavoro (che prossimamente verrà a scadenza per la seconda volta senza essere rinnovato), accordo per la regolamentazione del lavoro da distanza, riforma dell’Area Operativa, Fondo di Previdenza Complementare.

La Banca sostiene l’assurda e inaccettabile tesi secondo la quale tutte le attività debbono riprendere tranne una: il confronto negoziale con il Sindacato.

Qualsiasi persona di buon senso, nella circostanza, avrebbe preso atto che si è in presenza del NULLA.

Altrettanto buon senso non ha illuminato i sette Sindacati che, anzi, hanno valutato la posizione della Banca come “alcuni passi avanti nella gestione dell’emergenza”.

Già nella successiva giornata del 29 ottobre la Banca ha prontamente “adempiuto” all’impegno di meglio precisare la portata applicativa della lettera del precedente 23 ed ha divulgato a tutti i Dipendenti un comunicato con il quale si stabilisce che “spetta ai Capi delle Strutture calare queste linee guida nelle singole realtà con la necessaria flessibilità”!!! “in concreto oltre al personale esentato per legge andranno considerate con attenzione le situazioni di colleghi con situazioni personali o familiari particolarmente difficili…”.

Linee guida che non contengono una regola, ma molto più semplicemente una sorta di raccomandazione da interpretare e da applicare arbitrariamente.

Un rimedio che rischia di essere peggiore del male: i Responsabili di Struttura saranno schiacciati tra l’obbligo di garantire comunque la presenza del 25% degli addetti e le richieste di chi ritiene di poter vantare titolo all’esenzione, le Colleghe e i Colleghi dovranno affidarsi alla “comprensione” dei Capi diretti, con le ormai note conseguenze in termini di arbitrio e di discriminazione.

In sostanza, assisteremo, come spesso avvenuto, ad una Banca divisa tra isole felici ed altre, che lo saranno molto meno.

La reazione dei sette Sindacati alleati non si si è fatta attendere, anzi è avvenuta in tempo reale, annunciando “un primo risultato”!!!

Ci si è dimenticati che, per ammissione di tutti, l’obiettivo principale era quello di far recedere la Banca dall’assurda pretesa di obbligare le Colleghe e i Colleghi a rientrare per una settimana al mese. Una pretesa che per primi, seguiti successivamente da altri, abbiamo definito di ottusa burocrazia. Un obiettivo importante scomparso dall’orizzonte sindacale, così come tutti gli altri temi negoziali, di centrale importanza per tutti i Dipendenti, che prima abbiamo citato.

I sette Sindacati alleati evidentemente erano in debito di ossigeno perché non riuscivano a mantenere le promesse sulle quali avevano realizzato la loro convergenza, ossia la prospettiva di un “mondo nuovo” nelle relazioni con la controparte. In proposito, probabilmente interrogati dai loro iscritti, hanno valutato di poter uscire dal vicolo cieco in cui si trovavano, strumentalizzando la procedura di raffreddamento prevista dalla legge e piegandola a miseri fini, avviando una procedura per pervenire a …. uno sciopero finto, che, in realtà, non hanno mai avuto intenzione di proclamare.

Risulta evidente, tranne a chi ha deciso di vivere in Banca mettendo la testa sotto la sabbia, che la Banca e i sette Sindacati alleati hanno allestito uno sgangherato spettacolo, una partita truccata in partenza e un ambiguo gioco delle parti a beneficio di coloro che ancora vogliono credere a tali saltimbanchi.

L’indegno spettacolo è andato in scena mentre si susseguono, con progressione algebrica, i casi di infezione all’interno del nostro ambiente e la situazione generale appare sfuggire da ogni controllo, per cui necessariamente dovranno essere assunti ulteriori e più severi provvedimenti che evidenzieranno la vera natura dei colloqui in corso all’interno della Banca d’Italia: niente più che inutili e frivole ciance da salotto.

 A questo punto “il re è nudo” e sono stati svelati i giochi (sporchi). Saranno, ora, le Colleghe e i Colleghi a valutare con attenzione la situazione e trarre le conseguenziali conclusioni a tutela dei propri diritti e interessi, evitando che le deleghe affidate a quei Sindacati siano ulteriormente strumentalizzate per altri (molto poco nobili) fini.

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