Dopo una lunga prolusione che può essere riassunta nella solita, ormai stantia, difesa di ufficio dell’agire della Banca, dopo

l’affermazione di una presunta apertura al confronto con il Sindacato (forse sottintendendo che la condizione necessaria è che il Sindacato acconsenta acriticamente alle posizioni della Banca), il Delegato aziendale ha fornito le risposte alle numerose questioni che abbiamo rappresentato e che come di seguito possono essere sintetizzate:

  • Abolizione dell’obbligo al rientro di una settimana al mese: NO.
  • Contenimento delle presenze per le realtà che operano in presenza (BAN – GSP – STC): NO
  • Conferma all’estensione dell’indennità chilometrica per raggiungere il posto di lavoro: NO
  • Riconoscimento del ticket mensa per chi opera da remoto: NO
  • Trattativa stralcio per redistribuire a tutti i Dipendenti i risparmi realizzati dalla Banca: NO
  • Avvio di un negoziato per la regolamentazione a regime dello smart working: NO
  • Chiusura del contratto di lavoro in prossima scadenza (per la seconda volta): NO
  • Avvio del negoziato per la riforma dell’Area Operativa: NO

In sostanza la Banca, strumentalizzando l’emergenza sanitaria, ha trovato la comoda situazione di negarsi al confronto reale con il Sindacato.

L’unica risposta che merita la Banca è:

SI allo sciopero

Comunicheremo a breve le modalità dell’astensione e ribadiamo la nostra disponibilità ad indire lo sciopero con le stesse modalità di quello che le altre OO.SS. dovessero eventualmente proclamare ma che, ovviamente, si sono ben guardati dal proclamare nonostante il NULLA.

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