CISL: IRONIE E TRISTI REALTÀ UOMINI DURI O UOMINI “FLESSIBILI”

La CISL con il volantino relativo all’incontro avuto con la Banca sull’efficienza aziendale ci definisce “uomini duri” sia pure incapaci di portare a soluzione i problemi.

 

Ovviamente la CISL intendeva fare del sarcasmo, che non ci colpisce perché riteniamo di aver sufficiente autoironia, ma ogni affermazione deve necessariamente essere calata nel contesto di riferimento.

Noi, comunque, non ci siamo mai ritenuti “uomini duri” ma persone che nel fare Sindacato, con la modestia dei propri mezzi e delle proprie capacità, cercano di tutelare la Categoria che rappresentano, rivendicando progressivi miglioramenti e, soprattutto, evitando che con l’attività del Sindacato le Colleghe e i Colleghi subiscano danni dalle conclusioni dei negoziati.

 

Il presupposto della tutela nei confronti dei Lavoratori è la trasparenza, ovvero raccontare con parole di verità quello che accade nella “torre d’avorio” del confronto con la Banca sui diversi argomenti di interesse della Categoria.

 

La CISL è Sindacato ormai noto per essere maestro di gossip e per l’utilizzo esasperato di anglicismi, forse per dare un segnale di modernità che, quando non è supportata da contenuti, diventa solo di facciata e specchio per le allodole.

 

Quel Sindacato da anni ormai recita il mantra della modernità, ma ancora oggi non chiarisce quale sia la sua declinazione di tale concetto: ci auguriamo non sia quello che la Banca negli ultimi giorni ci ha dettagliatamente illustrato.

 

In particolare, offre costantemente una versione edulcorata di quanto accade al tavolo del negoziato, che, non ci sorprende, come avvenuto per l’incontro sull’efficienza aziendale, è sempre simmetrica a quella offerta dal Sindacato CIDA.

 

Inoltre, spesso non manca di essere adulatorio nei confronti della Banca e di dimostrare la natura di “uomini flessibili” rispetto alle posizioni aziendali.

 

La Banca nell’ultimo mese ha “gettato la maschera” e ha esposto, con chiarezza, quale sia la nuova filosofia di ingaggio con il Sindacato: le trattative non servono per migliore, sia pure in deversa misura, la condizione dei Dipendenti, ma devono essere l’occasione per ridurre il trattamento attualmente a loro garantito!

 

Tutto questo perché ritiene che la massa salariale sia eccessiva e vada ridotta al fine di salvaguardare il dovere di rendere conto all’esterno del trattamento assicurato ai Dipendenti.

 

Quasi che l’Autonomia dell’Istituto venga salvaguardata non con l’ineccepibilità dell’azione della Banca nelle sue attività istituzionali, ma dallo stipendio che riconosce ai Dipendenti!

 

Il segnale è di una Banca in difficoltà, assediata, che non sa rispondere se non con provvedimenti demagogici e di mera facciata.

 

La Delegazione Aziendale nel corso degli ultimi incontri negoziali è stata inequivocabile circa l’orientamento che la Banca intende assumere:

 

  • sulla riforma degli inquadramenti ha proposto di sostituire l’attuale meccanismo di progressione economica con “sporadici” riconoscimenti di scatti premio per la partecipazione a percorsi di formazione;
  • sull’efficienza aziendale ha negato la disponibilità alla strutturalizzazione, ma per venire incontro ai “capricci” del Sindacato sarebbe stata anche disponibile a concedere qualche decimale di strutturalizzazione in cambio dell’abolizione (e non della revisione come affermato dalla CISL) di indennità ritenute obsolete. Un’operazione che avrebbe garantito alla Banca un primo obiettivo di ridimensionamento della massa salariale, come dalla stessa auspicato. Una partita che si sarebbe, comunque, chiusa in perdita per le Colleghe e i Colleghi!

 

Il quadro che ne risulta è “a tinte fosche”, e dovrebbe, per Sindacati consapevoli e responsabili, segnalare uno stato di emergenza grave.

 

Rispetto a tale situazione i Lavoratori hanno diritto a prese di posizioni forti e conseguenziali e non a un perenne ciarlare e, soprattutto, il contesto probabilmente non è favorevole a facezie e ironie.

Falbi
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