IL SIBC SBUGIARDA “L’UNITA’ SINDACALE” – i consueti equilibrismi verbali

Nel silenzio generale utilizzato da“l’Unità Sindacale” per far dimenticare quanto era realmente accaduto nel corso dell’incontro del 20 gennaio sull’orario di lavoro, il SIBC ha avuto almeno il coraggio di pronunciarsi con il volantino dello scorso venerdì “orario di lavoro e cataclismi”.

D’altronde non nutrivamo dubbio: non sono infrequenti le occasioni in cui quel Sindacato si erge a fustigatore dei costumi (altrui) e si propone come vestale della “verità” (ovviamente a proprio uso e consumo).

Nell’occasione il SIBC si abbandona ad una pindarica ricostruzione dei fatti affermando che “trattandosi di un incontro richiesto dall’Unione Sindacale per rappresentare la propria rivendicazione sull’orario, a quest’argomento è stata dedicata la trattativa” e che, presuntivamente, non avendo la FALBI la medesima esigenza (avendo presentato una specifica piattaforma ancora nel lontano mese di giugno) la Banca aveva occupato il tempo per parlare di altro.

Un argomentare puerile e infantile, ma, soprattutto falso!

Evidentemente il SIBC, nello scrivere quel comunicato, ignorava che un altro Sindacato, che gli siede a fianco al primo tavolo (la CISL), in corso di riunione ha l’abitudine di trasmettere, tramite Telegram, la diretta, sia pure per sintesi, degli incontri.

Essendo Telegram un social pubblico abbiamo avuto cura di conservarne i dialoghi e testualmente li pubblichiamo in allegato.

Da tale “diretta” appaiono evidenti le menzogne del SIBC: nel corso dell’incontro dello scorso 20 gennaio “L’unità Sindacale” ha sinteticamente illustrato i principi di carattere generale ai quali si ispira la loro proposta, ma la larga parte del confronto  è stata dedicata a quelle che sono state definite dalla Delegazione aziendale le contropartite: altro che “frasi di sen sfuggite”, come afferma il SIBC, ma una manifestazione di una posizione strutturata da parte della Banca, che anche in quella sede ha affermato “ Trattativa orario è strettamente collegata a altri negoziati, se quota importante avviene fuori da ufficio occorre un focus più netto sui risultati, bisogna ripensare i sistemi premiali legati alla presenza” ed ha aggiunto, quasi dovesse essere una rassicurazione, “l’intento della Banca non è quello di riprendersi i soldi ma quello di distribuirli meglio, in forma nuova e innovativa”, che tradotto dal linguaggio della Banca, che abbiamo imparato a conoscere, significa: togliere a tutti per dare ad alcuni (che sceglie lei).

Il dibattito riferito mostra spunti interessanti: la Cisl riconosce il legame tra i diversi negoziati in corso “è evidente che ci siano connessioni con altre trattativee la sola CGIL, in risposta alla tesi esposta dalla Banca circa il “bisogna ripensare i sistemi premiali legati alla presenza”, timidamente replica: “la flessibilità non può essere la scusa per perdere diritti e istituti conquistati nel tempo”. Il SIBC, che con i volantini si esprime costantemente con fuochi pirotecnici, “in presenza”, come di consueto, ha taciuto.

Conosciamo bene il significato del “focus sui risultati, avendone avuto esperienza con la riforma dell’Area Manageriale, così come non è certamente nuova l’intenzione della Banca di convertire il premio di presenza in un sistema premiante di diversa natura. Nel corso del nostro incontro non abbiamo mancato di chiedere approfondimenti su tali tematiche esposte dal Delegato aziendale.

Il confronto è talmente entrato nel merito che ha consentito al Segretario Generale della Banca di affermare al termine della riunione: “non sembriamo molto distanti almeno dalle dichiarazioni di oggi. Coraggiosi nella partenza, cerchiamo un cambiamento significativo”.

Non abbiamo dubbi che a seguito di questo episodio l’Unità Sindacale provvederà a blindare gli incontri secretandoli, per cui ci dovremo aspettare incontri di trattativa celebrati “secondo il rito massonico”.

Ma, ormai i Lavoratori sanno cosa aspettarsi!

Per parte nostra continuiamo a pensare che il “non dire” ai Lavoratori aspetti rilevanti dei colloqui con la controparte, che avrebbero conseguenze significative sulle condizioni di vita e di lavoro, violi il patto di lealtà con i propri iscritti e sia indice di un preoccupante degrado sul piano dell’etica, facendo emergere il rischio concreto che vengano compiute scelte a loro insaputa (e a loro danno).

Roma, 25 gennaio 2021.

                                                                       


Di seguito, la versione integrale dei dialoghi Telegram, dei cui contenuti non appare traccia nelle comunicazioni ufficiali dell’Unione:

CRONACA TELEGRAM DELL’INCONTRO DEL 20 GENNAIO

Cisl – First to know

Buongiorno, sta iniziando l’incontro sull’orario di lavoro.

Cisl – First to know

Martiello: introduzione metodologica. La banca ha avviato task force ed è elemento fondamentale per ricevere il mandato dal direttorio. La fase concludente di questa trattativa deve quindi attendere la fase concludente della Task force che avverrà a febbraio. Siamo tutti consapevoli che dobbiamo iniziare a trattare e ascoltare posizione dei sindacati.

Trattativa orario è strettamente collegata a altri negoziati.

Primo tema è l’ampiezza del negoziato. La banca vorrebbe un cambio di modello. Obiettivi alti. Innovazione profonda significa ammodernare il proprio assetto di prestazione del lavoro che raggiunga due obiettivi: migliorare benessere organizzativo e il servizio pubblico che offriamo alla collettività. Verifica concreta con indicatori organizzativi.

Un negoziato Win-Win

Dobbiamo anche guardarci intorno. Un aspetto importante è la flessibilità.

Proporremo poche regole basic e poi le modalità concrete di attuazione dello SW dipenderà da accordo tra le persone e le strutture.

Sistema fortemente decentrato

No regole burocratiche

Impatto su organizzazione del lavoro: se quota importante avviene fuori da ufficio occorre un focus più netto sui risultati.

Neutralità: stesso trattamento in presenza e da remoto

La neutralità si porta dietro temi retributivi sui quali si deve aprire riflessione per valutare neutralità e indifferenza tra presenza e remoto

Chiede reazioni trasparenti e chiare dal sindacato

Portavoce del tavolo negoziale: molti obiettivi sono comuni. Quanto innovare è importante ma vale anche COME innovare.

Principi del tavolo unitario: alcune regole sono fissate dalla legge. Neutralità di trattamento economico e di sviluppo di carriera.

Secondo principio: volontarietà e facilità di accesso

Flessibilità: siamo consapevoli che non possono essere applicate a tutti le stesse regole

Autonomia e responsabilità: attenzione ai risultati ma occorre intervenire su casistiche definite di rilevazione di orario da remoto

Diritto alla formazione nel continuo: dare enforcement al sistema

Vogliamo mantenere il telelavoro, migliorandolo, e le altre flessibilità di prestazione lavorativa introdotte nel 2014

Correttivi al lavoro agile in emergenza

Il buono pasto è dovuto

Il segretario generale ha iniziato a replicare alle richieste avanzate dal Tavolo

Martiello: bisogna ripensare i sistemi premiali legati alla presenza

Agostino (CGIL): dobbiamo ripensare la presenza come presenza in servizio e non più presenza in ufficio: la flessibilità non può essere la scusa per perdere diritti e istituti conquistati nel tempo.

Martiello: l’intento della Banca non è quello di riprendersi i soldi ma quello di distribuirli meglio, in forma nuova e innovativa.

Antonella De Sanctis: Richiama l’attenzione sulla necessità di normare il nuovo sistema anche prima della fine dei lavori della Task Force ed è evidente che ci siano connessioni con altre trattative e che quindi prima iniziamo e meglio è

Facciamo l’accordo e regolamentiamo lo smart working del futuro e questo aiuterà a gestire al meglio anche il periodo di emergenza attuale

Antonetti (Sibc) mette in evidenza che una normativa ben scritta non basta a prevenire eventuali abusi in fase di applicazione presso le strutture.

Intervento di Martiello in risposta

Non sembriamo molto distanti almeno dalle dichiarazioni di oggi. Coraggiosi nella partenza, cerchiamo un cambiamento significativo.

Ci sono forti legami tra orario e altri negoziati ma la nostra non è una tattica dilatoria.

Bardozzetti: c’è la necessità di un negoziato veloce che vada dritto al succo del problema, senza tatticismi, ma c’è anche la necessità di presidiare l’applicazione di quell’accordo presso le strutture

Martiello: richiama l’attenzione sulla necessità di un approccio coraggioso e sulla necessità di coordinare i vari negoziati

Per il presidio dell’applicazione dell’accordo, non penso ad una replica dell’Osservatorio sull’orario di lavoro perché è uno strumento che non ha funzionato. In Banca coesistono realtà molto diverse fra loro e quindi anche possibilità diverse di utilizzo dello smart working

Bardozzetti: il problema è che strutture con funzioni identiche applicano gestioni tra loro diverse e a volte in antitesi

L’incontro si è concluso, magari con l’auspicio che i prossimi incontri siano fattivi e forieri di novità