LAVORO DA REMOTO – L’INUTILITA’ DELLA COMMISSIONE

 

La FALBI, essendo l’unico Sindacato che non ha sottoscritto il relativo accordo, non partecipa al “rito” della Commissione sul lavoro agile.

 

Ne abbiamo, tuttavia, notizia attraverso i resoconti delle Organizzazioni Sindacali e il comunicato di CGIL, CISL e UIL appare sotto tale profilo illuminante.

 

A conclusione della terza tornata di incontri emerge con chiarezza la verità: la Commissione è del tutto inutile, in sostanza si tratta di una sede dove la Banca illustra i dati relativi all’andamento e “niente altro”; in particolare dai tre incontri di Commissione nessun intervento è emerso né a favore delle Divisioni che utilizzano tale strumento lavorativo né, tantomeno, a favore dei 1.500 Colleghi che ne sono esclusi.

 

La cosa non stupisce: sono decenni che gli accordi innovativi vengono “imbellettati” con una Commissione mista Banca/Sindacati, mai è avvenuto che sino ad oggi abbiano evidenziato risultati.

 

Altro elemento importante che emerge dalla citata comunicazione è che “a una buona parte del Personale è impedito un equo accesso al lavoro da remoto e questa parte di personale, dicono i numeri presentati dalla Delegazione aziendale, è ampiamente concentrato nelle Filiali e nella funzione di circolazione monetaria”.

 

Complimenti “monsieur de La Palisse”! Ci sono voluti due anni per accorgersi di una criticità che era scritta a lettere chiare, quasi scolpite nella pietra, nell’accordo sottoscritto nel febbraio del 2022, che recitava:

 

Per il personale addetto alle unità, individuate e aggiornate periodicamente dall’Amministrazione, in cui si svolgono in maniera esclusiva o preponderante processi e attività non lavorabili da remoto, il Capo della Divisione può autorizzare giornate di lavoro da remoto, previa valutazione della compatibilità con le esigenze di servizio, per lo svolgimento di attività che:

 

  • non abbiano interdipendenze con processi operativi che implicano la presenza sul posto di lavoro;
  • non comportino il maneggio di valori o l’utilizzo di macchinari inamovibili;
  • possano essere svolte anche da remoto con pari livelli di efficacia, di efficienza e di presidio dei rischi operativi;
  • siano valutabili sul piano dei risultati.

 

“Non è mai troppo tardi” era una trasmissione degli anni ’60 destinata all’alfabetizzazione degli adulti, riteniamo che bene si attagli alla situazione di oggi!

Ora, scoperta l’inutilità della Commissione Banca/Sindacati, si tenta di caricare di significato “la sede di verifica prevista per il secondo semestre del 2024”.

 

UN ULTERIORE SCONCERTANTE E VERGOGNOSO INGANNO.

 

La mitizzata verifica, per definizione, deve agire nell’ambito delle previsioni dell’accordo stesso e, certamente, non può modificare parti del Regolamento del Personale.

 

Non potrà, quindi, modificare il passaggio dell’accordo sopra ricordato né, tantomeno, modificare il titolo IV del Regolamento (orario di lavoro) e il titolo XIV (trattamento economico), laddove si dovesse ritenere che agli addetti ai settori esclusi dal lavoro da remoto debba spettare una compensazione in termini di riduzione dell’orario di lavoro e/o un compenso di natura retributiva.

 

Sostenere che la verifica abbia prerogative sufficienti per operare tali scelte è dimostrazione di malafede ovvero, peggio, di mancata conoscenza delle regole di relazioni sindacali!

 

La FALBI se avesse avuto certezza che Commissione e sede di verifica sarebbero state utili a sanare le macroscopiche differenziazioni contenute nell’accordo, non avrebbe avuto esitazioni  a sottoscrivere l’accordo per adesione, come ha fatto recentemente la UIL, ritenendolo coerente con il dovere per il Sindacato di tutelare la Categoria, ma la realtà è diversa: per modificare lo stato delle cose è necessario aprire una sede di confronto negoziale e in tal senso ha avanzato richiesta di incontro alla Banca (leggi qui).

 

Non intendiamo avviare scontri muscolari con le altre OO.SS. ma nemmeno intendiamo tollerare che, per nascondere errori palesi compiuti nel passato, si prosegua con un’azione di presa in giro nei confronti dei Lavoratori della Banca d’Italia.