L’incontro di venerdì 10 ottobre ha riguardato preliminarmente il confronto sugli esuberi generati dalla riforma della Rete Territoriale deliberata dalla Banca.
Come è noto, nel corso dell’incontro precedente FALBI e SIBC avevano posto come condizione pregiudiziale per il prosieguo della trattativa la comunicazione da parte della Banca degli organici previsti per la Rete territoriale, presupposto necessario per valutare l’impatto che la riforma avrebbe comportato per le Persone.
In corso d’incontro la Banca ha presentato un elaborato dal quale si evince che gli esuberi per la carriera Operativa saranno 75 (58 per effetto della chiusura di Livorno e Brescia e 17 sulla restante Rete) per l’Area Manageriale saranno 53 (13 per le due filiali chiuse e 40 sulla restante Rete) da cui andranno detratti le Colleghe e i Colleghi che vorranno optare per l’accompagnamento all’uscita; le carenze, da compensare con trasferimenti e con un concorso straordinario destinato alla periferia, sono individuate in un numero di 218 posizioni.
Gli esuberi appaiono significativamente ridotti rispetto a quanto si prevedeva nel corso del supplemento di confronto, avvenuto nel mese di febbraio, quando si attestavano su numeri significativamente superiori.
Si è inoltre affrontata la definizione delle misure di accompagnamento per le quali abbiamo rappresentato la necessità di avanzamento su diversi aspetti, quali:
– impegno a non effettuare ulteriori chiusure per i prossimi 5 anni, esteso anche all’ipotesi di rimodulazione;
– fissazione di date certe per l’attuazione della riforma;
– priorità di scelta per l’assegnazione alle nuove Strutture a vantaggio dei Dipendenti rispetto a nuove assunzioni;
– indizione di concorsi mirati per STC e GSP;
– creazione di 13 Settori per le attività amministrativo-contabile con esenzione dal maneggio valori per gli addetti ai nuovi Settori di segreteria;
– impegno a confermare il telelavoro qualora al termine di quello previsto dagli accordi l’interessato abbia raggiunto i 60 anni di età;
– un significativo aumento del compenso di cassa quale misura compensativa per i colleghi addetti a GSP e STC esclusi dallo smart working, in attesa del confronto urgente sull’orario di lavoro;
– fissazione del soddisfacimento delle richieste di trasferimento presentate anche nel corso del 2025 (anziché al 31.12.24);
– impegno ad affrontare la riforma dell’Area Operativa in tempi brevi.
La risposta del Capo Delegazione della Banca sulla richiesta di estendere le garanzie anche alla rimodulazione è stata immediata ed inquietante: la Banca allo stato non ha progetti di rimodulazione ma non accetta vincoli che limitano la propria prerogativa di organizzarsi.
Una finezza dialettica che nasconde una riserva mentale per cui non è escluso che entro i cinque anni la Banca si riserva la facoltà di procedere a rimodulazioni. Eppure, la remora richiesta (5 anni) non era certo di lungo periodo!
Un approccio inaccettabile considerato che proprio nell’attuale occasione abbiamo avuto prova di quanto pesanti possano essere le rimodulazioni per gli addetti alla Periferia.
Allo stato, le posizioni appaiono di portata decisamente superiori a quelle previste in occasione delle chiusure del 2008 e del 2015, tra cui le più significative sono:
– vengono previste norme di garanzia per cui la Banca nei prossimi 5 anni si asterrà dal proporre ulteriori chiusure; le Colleghe e i Colleghi provenienti dalle Divisioni di segreteria abolite saranno esentati dal maneggio valori; viene stabilito l’impegno da parte della Banca al ripianamento degli organici; è prevista una sede di informativa annuale Banca/Sindacati firmatari sugli atti gestionali adottati a sostegno dello sviluppo delle funzioni svolte dalla Rete per un ruolo attivo e duraturo delle Filiali; viene stabilito l’impegno ad affrontare con immediatezza un confronto sull’orario di lavoro che dovrà riguardare anche l’estensione del lavoro agile alle Strutture che attualmente non ne usufruiscono, negli accordi precedenti nessuna garanzia era stata ottenuta;
– viene fissato in 7 anni e 6 mesi l’accompagnamento alla pensione per gli addetti alle filiali chiuse (rispetto ai 7 anni precedentemente previsti) e si prevede l’accompagnamento, fissato in 5 anni, per le nuove realtà monodivisionali;
– notevoli passi in avanti sono stati fatti per quanto riguarda la conciliazione vita/lavoro: è previsto il telelavoro esteso della durata di 5 anni, più 2 bienni per le filiali chiuse (nel 2015 era contingentato in 35 posizioni con la durata di 2 anni rinnovabili e nel 2008 non era previsto affatto); vene incrementati il plafond di lavoro agile;
? viene incrementato il trattamento economico per coloro che entro un anno scelgono di trasferirsi nella nuova sede: 280 diarie per coloro che hanno familiari a carico, 205 senza familiari a carico (nel 2015 erano rispettivamente 260 e 190; nel 2008 erano 240 e 168); il contributo canone di affitto viene fissato in 2400 euro (nel 2018 era 2.000 e nel 2008 erano 1.100 con maggiorazione del 40% per le grandi città); il contributo per figli a carico è pari a 4.200 euro sino a 18 anni (nel 2018 era di 3.500 euro per figli sino a 14 anni e nel 2008 3.500 sino a 12 anni di età); si incrementa l’indennità di pendolarismo e viene calibrata sulla distanza.
Si tratta di risultati ottenuti per effetto della scelta di FALBI e SIBC di affrontare un negoziato esteso, approfondito e a 360 gradi: se avessimo aderito agli inviti di imboccare scorciatoie con trattative “veloci” provenienti dalle altre OO.SS. certamente i risultati sarebbero stati di più modesto profilo. Riteniamo, quindi, di aver interpretato sin qui al meglio il doveroso impegno di tutela dei Lavoratori che rappresentiamo.
Il confronto continuerà nei prossimi giorni nel tentativo di superare le criticità ancora presenti nella proposta con l’auspicio, a questo punto, di pervenire in tempi brevi alla definizione di un accordo.




