È ormai prassi consolidata, e in quanto tale va purtroppo accettata, che il SIBC sistematicamente si abbandoni, sulle diverse questioni che riguardano l’attività del Sindacato, a scorribande verbali.

Si tratta di violente esternazioni sempre prive di filo logico, di concretezza ma, soprattutto, di coerenza; è evidente invece il continuo strizzare l’occhio a destra o a sinistra al fine di soddisfare quella che è la costante ossessione di quel Sindacato: perseguire un’azione di proselitismo raccattando lo scontento che di volta in volta emerge tra le Colleghe e i Colleghi sui più diversi temi.

Ieri ha intrattenuto la platea con il volantino “è ora della riforma operativa”, oggi su “equità previdenziale, una lunga strada, un primo passo”.

Sul fatto che sia “ora della riforma operativa” non esiste alcun dubbio: concordiamo! Anzi, a nostro avviso, non lo è da oggi ma da lungo tempo!

Ci saremmo aspettati da parte del SIBC un ragionamento più articolato e che spiegasse ai Colleghi la dinamica che ha caratterizzato il (non) andamento di questa importante trattativa.

È vero o non è vero che la trattativa sulla riforma dell’Area Operativa non faceva parte dell’agenda che l’alleanza dei sette Sindacati aveva “imposto” alla Banca?

È vero o non è vero che all’interno di quella alleanza esistono differenti correnti di pensiero su come declinare i contenuti della riforma e che le differenze sono altrettanto profonde di quelle che hanno diviso il SIBC dalla FALBI?

Il SIBC nell’occasione parla a titolo “personale” o è riuscito nella lodevole impresa di realizzare una sintesi tra i suoi alleati e ad imporre la trattativa sulla riforma degli inquadramenti come impegno prioritario?

Nel primo caso ovviamente la volitiva presa di posizione non avrebbe alcuna rilevanza o interesse, soprattutto, come spesso avviene per le prese di posizione del SIBC, non avrebbe alcun effetto concreto.

Per quanto riguarda la lump sum, il SIBC si avventura oltre la soglia della decenza!

Se l’equità previdenziale è una lunga strada che deve essere percorsa a passi progressivi, il primo di questi “passi” non doveva essere quello di avviare il sistema di liquidazione alternativa nel 2017?

E senza quel primo passo come sarebbe stato possibile qualsiasi ulteriore passo?

Ammesso che quello che è stato compiuto nella giornata di ieri sia un avanzamento, andrebbe spiegato ai 4200 Colleghe e Colleghi aderenti al Fondo Complementare quale concreto vantaggio abbiano ottenuto con l’accordo che si va profilando in questi giorni.

Eppure, nel 2017 il SIBC non ha sottoscritto l’accordo istitutivo della lump sum opponendosi strenuamente alla sua introduzione attraverso una costante comunicazione polemica e, anzi, come dallo stesso SIBC ha ammesso, avanzando “numerosissimi” ricorsi in Magistratura.

Anche in questa occasione il SIBC conferma la propria attitudine a fare “cronaca”, ma scarsa propensione a “fare Sindacato”.

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