DIRETTIVO NAZIONALE FALBI 23 SETTEMBRE 2025

In data 23 settembre si è riunito il Direttivo Nazionale della FALBI, chiamato a discutere della riforma della Rete Periferica.

 

Sin dalla presentazione del progetto della Banca, avvenuta nell’ottobre scorso, la FALBI – insieme al SIBC – ha espresso con fermezza la propria contrarietà rispetto alle modifiche prospettate agli assetti territoriali.

 

Le criticità erano (e restano) evidenti:

 

?  chiusura di due Filiali (Brescia e Livorno);

 

?  forte ridimensionamento delle funzioni di cinque Filiali regionali;

 

?  spoliazione di compiti per numerose Filiali provinciali, ridotte al solo trattamento del contante e all’educazione finanziaria, con contestuale abolizione delle Divisioni di Segreteria (incluse le sei Filiali STC).

 

Un progetto che comportava da subito mobilità forzata per il Personale delle Filiali chiuse o di quelle riorganizzate che presentavano esuberi significativi, e che lasciava intravedere nel medio periodo ulteriori e più estese chiusure a causa della progressiva riduzione di operatività.

 

In un primo momento, tutte le OO.SS. avevano assunto una posizione comune di contrasto. Tuttavia, questa unità è durata poco: CISL, CGIL e CIDA hanno rapidamente mutato orientamento, dichiarandosi disponibili a negoziare le sole misure di sostegno.

Il Direttivo Nazionale ha ampiamente dibattuto sugli sviluppi del confronto e sugli esiti possibili del negoziato. Pur riconoscendo alcuni avanzamenti rispetto all’impostazione iniziale della Banca, permangono tutte le criticità di fondo.

 

La FALBI, partecipando alla trattativa, ha inteso perseguire due obiettivi chiari:

 

1) ridurre al minimo l’impatto immediato sui Lavoratori coinvolti;

 

2) ottenere garanzie di lungo periodo sul rafforzamento delle funzioni delle Filiali riformate, con l’impegno della Banca a non procedere alla chiusura di ulteriori Filiali in un arco temporale significativo.

 

Ad oggi, si prospetta la mobilità per 110/150 Colleghi (tra Area Manageriale e Operativa, al netto dei prepensionamenti), mentre gli assetti funzionali restano sostanzialmente invariati. Limitarsi a confermare, per molte Filiali, i soli compiti legati al contante – peraltro in costante calo – e all’educazione finanziaria non rappresenta in alcun modo una prospettiva di tenuta futura.

 

Per queste ragioni, il Direttivo Nazionale ha ritenuto che le condizioni attuali non siano sufficienti per concludere il negoziato, il cui esito positivo è condizione necessaria per la Banca per dare avvio alla fase applicativa della Riforma.

 

In particolare, il Direttivo Nazionale FALBI ritiene imprescindibile che vengano accolte le seguenti richieste:

 

? stabilizzazione del SETTORE di Segreteria in tutte le realtà in cui viene meno la Divisione Segreteria, con esenzione dal maneggio valori per dieci anni;

 

?  immediato ripianamento degli organici della Rete Periferica;

 

?  introduzione di un massimale di lavoro agile per i GSP;

 

?  garanzia di telelavoro fino al pensionamento per il Personale delle due Filiali chiuse;

 

?  per le Divisioni di Vigilanza che cesseranno, garanzia di telelavoro per cinque anni, rinnovabile per due bienni a richiesta del dipendente e senza limitazioni numeriche;

 

?  conferma delle Divisioni di Segreteria presso le STC;

 

? estensione delle misure di prepensionamento anche alle cinque Filiali già precedentemente riorganizzate come monodivisionali e alle STC;

 

?  azzeramento delle graduatorie di trasferimento e assunzioni mirate con appositi concorsi.

 

In assenza di sostanziali miglioramenti nelle condizioni immediate e, soprattutto, di garanzie reali per il futuro, la FALBI ribadisce che non sottoscriverà alcun accordo.

 

Falbi
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