LA BANCA NUOVAMENTE IN “LATITANZA”

Rispettare gli impegni assunti è presupposto di rapporti tra Persone per bene; quando, poi, si tratta di Istituzioni, soprattutto quando ci si pone nel ruolo di segnalazione e di guida nei confronti del Paese, per le materie economiche e finanziarie, è questione che attiene l’etica e i doveri.

 

Facciamo questa premessa perché, nell’ultimo periodo, abbiamo con rincrescimento dovuto prendere atto che nei rapporti con il Sindacato, quindi in sostanza con i propri Dipendenti, la Banca è adusa non solo a tenere in poco conto degli impegni assunti, ma anche a non rispettare gli obblighi imposti da inequivocabili doveri che discendono da norme pattizie liberamente sottoscritte.

 

Nell’ultimo periodo, abbiamo avuto ampia prova di un tale anomalo, quanto censurabile, atteggiamento.

 

Una tattica ampiamente utilizzata nel negoziato per la riforma degli inquadramenti per l’Area Operativa, che ha provocato una progressiva dilatazione dei tempi al punto che oggi, a distanza di un anno dall’inizio di quella trattativa, non è possibile pianificarne una conclusione.

 

Oggi, anche sulla definizione di aspetti che riguardano il trattamento economico, la Banca sembra adottare la medesima tattica dilatoria.

 

Avevamo concordato di definire tutte le materie sospese ancor prima della pausa estiva con due pacchetti di accordi: il primo che riguardava ferie solidali, proroga dei termini di fruizione dei crediti welfare e modifica dei criteri di riconoscimento di quello vincolato per i figli disabili e la possibilità di avere il rimborso delle bollette energetiche, che è stato sottoscritto lo scorso 19 giugno.

 

Un secondo che riguardava l’IPCA 2023 e la maggiore efficienza aziendale 2022, che avrebbe dovuto essere affrontato senza soluzione di continuità con la sottoscrizione del primo pacchetto.

 

Il riconoscimento dell’IPCA e dell’efficienza aziendale costituisce per la Banca un obbligo non derogabile, imposto dalla vigente normativa in tema di relazioni sindacali.

 

Evidentemente quando sul tavolo esistono temi poco graditi alla Banca si preferisce sparire dal radar del confronto con il Sindacato!

 

Ribadiamo l’urgenza di definire le questioni retributive perché la Categoria, le cui retribuzioni sono oggetto quotidianamente dell’aggressione di un’onda inflazionistica anomala, subisce progressivamente la riduzione del reale potere di acquisto.

 

Così come auspichiamo che l’ormai imminente cambiamento di Vertice comporti una radicale modifica che consenta alle relazioni sindacali di svolgersi nell’ambito del rispetto delle regole, troppe volte violate, permettendo un confronto su base di concretezza in campo aperto, sia pure nel rispetto delle eventuali differenziazioni di posizione.