LE PRIME CREPE DELLA MAGGIORANZA

La scadenza della polizza sanitaria attualmente vigente era fissata al 1^ luglio 2021, ma avendo preso atto delle difficoltà che si sarebbero incontrate nello svolgimento della gara in pieno periodo di lockdown, si è deciso di procedere ad una proroga facendo slittare la scadenza al 1^ luglio 2022.

Ora è tempo di realizzare un accordo per determinare le condizioni da porre a base d’asta per il rinnovo della polizza.

Nella giornata odierna si è tenuto l’incontro dedicato al confronto su tale materia.

La Delegazione Aziendale ha affermato di aver proceduto a un’indagine comparativa con analoghe polizze esistenti sul mercato e all’andamento del rapporto premi/rimborsi della nostra polizza.

Per quanto riguarda il bilancio premi/rimborsi il dato risulta condizionato dal lockdown, in ogni caso il rapporto risulta alto per i Dipendenti (normalmente si ritiene adeguato un rapporto dell’80%) mentre appare un grave splafonamento per i pensionati e per i loro familiari non a carico (si allegano le relative slide).

In relazione agli squilibri che si sono registrati sulla polizza “pensionati” la Banca ritiene che si possa agire sulla riduzione delle prestazioni, o con un aumento delle franchigie, ovvero aumentando il contributo a carico degli assicurati.

Pur ribadendo il nostro orientamento al mantenimento sostanziale dell’unicità di polizza e dell’impegno finanziario della Banca rispetto ad un aspetto del welfare aziendale di primaria rilevanza, ci siamo riservati di formulare una nostra proposta alternativa.

Nell’occasione dell’incontro di oggi abbiamo appreso, dal comunicato del SIBC #iononcisto, la stupefacente notizia che quel Sindacato non avrebbe partecipato, limitandosi ad inviare un osservatore/esperto, in quanto “il Sindacato Indipendentesceglie di non avallare l’arroganza negoziale di questa Amministrazione” che “ha convocato una serie di incontri-fuffa sull’efficienza aziendale, due incontri-kamikaze su Banconote, un incontro finto sull’orario di lavoro” e si nega al confronto “sull’orario di lavoro e prestazioni da remoto, la riforma dell’Area Operativa, la verifica dell’Area Manageriale”, nell’occasione non si è mancato di sottolineare l’inaffidabilità della Banca che non rispetta gli impegni assunti dai diversi Direttori Generali (da Saccomanni a Franco): niente altro di quello che la FALBI va dicendo da mesi circa l’inconcludenza del primo tavolo Sindacale.

Una “notizia bomba”, una sconcertante confessione dei fallimenti realizzati con il negoziato sull’efficienza aziendale e su BAN, che tuttavia non abbiamo apprezzato, perché si tratta della solita “piccola furbizia” che invece di “nascondere” evidenzia sempre più l’inaffidabilità e la doppiezza di quel Sindacato.

Il SIBC invece di ricorrere a sparate da saltimbanco per ammansire i propri iscritti, evidentemente sconcertati da suo comportamento continuamente ondivago, meglio farebbe a pretende dagli attuali suoi partner di alleanza sindacale l’assunzione di iniziative concludenti per rimuovere “l’arroganza negoziale di questa Amministrazione”.

In alternativa scelga un più dignitoso silenzio mettendosi “a cuccia” disciplinatamente in coda a chi veramente guida (il CIDA) l’alleanza del primo tavolo come ha scelto di fare l’arcipelago Sindacale che compone quell’anomala alleanza.

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