RIFORMA DEGLI INQUADRAMENTI DELL’AREA OPERATIVA -INCONTRO DEL 16 FEBBRAIO 2021

Dopo una lunga interruzione, l’ultimo incontro tra Sindacati e Banca avvenne il 21 novembre 2019, è ripreso in data odierna il confronto sulla riforma degli inquadramenti per l’Area Operativa.

Il citato incontro fu l’ultimo di una lunga fase di trattativa, durata per più di un anno, per sanare lo strappo che si era realizzato nel 2016 quando non fu possibile completare la riforma, che si fermò all’Area Manageriale, in quanto la Banca pretendeva di cancellare un sistema di garanzie costruito nel tempo a favore di tutti i Dipendenti per sostituirlo con un sistema che esaltava la discrezionalità di gestione delle dinamiche normative ed economiche di tutte le Colleghe e i Colleghi.

Lo scontro, all’epoca, fu di elevato livello e la decisa opposizione di FALBI e CGIL (mentre altri Sindacati si mostrarono più disponibili verso le proposte della Banca) impedì che venisse replicato per l’Area Operativa il modello adottato per l’Area Manageriale.

Il confronto avvenuto nel 2019, forse caratterizzato da scarsa visibilità, fu comunque utile: riuscimmo a rimuovere l’assurda pregiudiziale della Banca a realizzare la riforma “a costo zero” dimostrando, attraverso numerosi incontri in sede tecnica, che la proposta dell’Area unica con scatto biennale pari al doppio dello scatto attuale, si sarebbe risolta in una significativa perdita economica per l’intera categoria.

La proposta della Banca, infatti, non teneva conto del valore degli avanzamenti tra i gradi professionali (Vice Assistente, Assistente, Assistente Superiore, Coadiutore e Coadiutore Principale) e, soprattutto, non teneva conto della valorizzazione dell’intera anzianità di servizio all’atto dei passaggi ai gradi professionali e funzionali (numero degli scatti leggeri per l’intera anzianità di servizio).

Un’ipotesi che avrebbe penalizzato soprattutto il Personale più giovane, che non ha avuto ancora modo di cumulare il valore della progressione automatica.

Abbiamo sostenuto all’epoca, e continuiamo a sostenere oggi, che l’esigenza, riconosciuta da tutti, di modernizzare il sistema degli inquadramenti, che dimostra i segni del tempo, per renderlo più coerente alle caratteristiche delle generazioni più giovani e a una realtà organizzativa e tecnologica che, nel frattempo, appare rivoluzionata, non può, comunque, significare un arretramento normativo ed economico rispetto al trattamento già previsto per le Lavoratrici e i Lavoratori della Banca d’Italia.

Differenti posizioni tra Sindacati e con la Banca che non possono essere ridotti alla banalizzazione tra conservatorismo e modernismo, ma semplicemente lo svolgimento di un ruolo, che rivendichiamo, di difesa delle conquiste sindacali sin qui realizzate.

Per quanto ci riguarda è di fondamentale importanza che l’innovazione, di cui pure avvertiamo l’esigenza, non si trasformi in una sorta di modernismo fine a sé stesso a danno dei Lavoratori che rappresentiamo.

Nell’incontro odierno, intervenuto dopo una lunga sospensione dovuta all’immotivata strumentalizzazione dell’emergenza sanitaria, la Delegazione della Banca ha inteso riepilogare le numerose proposte avanzate per la riforma dell’Area Operativa (tutte fallite perché, come è a tutti noto, rappresentavano nient’altro che una redistribuzione delle risorse destinate al costo del lavoro che avrebbero comportato una remissione per una consistente parte dei Colleghi).

Nell’occasione la Delegazione Aziendale ha tenuto a ribadire le linee guida a cui la Banca intende attenersi nello svolgimento del negoziato e in particolare:

  • valorizzazione del merito individuale;
  • riduzione degli automatismi;
  • maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse;
  • mantenimento del costo attuale, procedendo eventualmente ad una redistribuzione delle risorse;
  • abolizione del premio di presenza.

Una posizione non condivisibile, il cui unico pregio è la chiarezza!!!

In pratica la Banca ribadisce l’indisponibilità a riconoscere adeguamenti economici al Personale, e pretende di utilizzare le voci retributive, attraverso il contenimento degli automatismi, per finanziare un nuovo sistema premiante.

Trattasi della conosciuta logica di togliere qualcosa a tutti per premiare “pochi”.

Abbiamo, comunque, inteso approfondire la posizione della Banca per meglio comprenderne l’impostazione, da cui è risultato che essa è orientata a riproporre le macroaree (con due segmenti supervisore e restante personale degli assistenti), il mansionario deve essere indifferenziato all’interno dei segmenti con, eventualmente, gradazioni: in pratica si ribadisce il concetto del “tutti fanno tutto”.

La Delegazione aziendale ha ribadito che il finanziamento del nuovo sistema meritocratico non potrà comportare aggravi di costi per la Banca e dovrà avvenire utilizzando automatismi già prerogativa delle Colleghe e dei Colleghi.

È stata ribadita la preferenza per il superamento del “premio di presenza”, rispetto al quale abbiamo inteso affermare che se la Banca ritiene poco rappresentabile tale indennità l’unica soluzione percorribile è quella del conglobamento nello stipendio e non certo quella di trasformarlo in salario premiante.

In sostanza una trattativa che riparte da zero ed evidenzia distanze sostanziali tra le posizioni della Banca e quelle della nostra Organizzazione.

Per quanto ci riguarda abbiamo inteso ribadire la posizione già rappresentata nel corso del citato incontro del 21 novembre 2019, disponibili, comunque, a un confronto a tutto campo sulla complessa materia degli inquadramenti per l’Area Operativa.

Si tratta, evidentemente, di questioni di fondamentale importanza per tutte le Colleghe e i Colleghi, che debbono pronunciarsi nel merito di tali questioni.

La Banca ha strumentalizzato la pandemia per sospendere il confronto con il Sindacato, sarebbe incomprensibile che il Sindacato sospendesse la democrazia nel rapporto con i Lavoratori; noi provvederemo a consultare i Lavoratori, auspichiamo che tutti gli altri Sindacati facciano altrettanto.

A margine dell’incontro abbiamo sollecitato la Banca a confrontarsi sulla riorganizzazione di Roma Succursale e sulla conclusione del negoziato per il Servizio Banconote.

Roma, 16 febbraio 2021.